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giovedì 1 settembre 2016

ENZO IACOPINO E L'ETICA DI FEDERICA ANGELI TRA FAKE E MENZOGNE

In questi giorni abbiamo chiesto a Enzo Iacopino, Presidente Ordine dei Giornalisti, di darci il suo parere sull'eticità e il rispetto del Codice Deontologico su alcuni comportamenti tenuti in questi anni dalla Sua associata, Federica Angeli, cronista di nera e giudiziaria per La Repubblica. Si tratta della 3a puntata (quelle precedenti le potete trovare a questi link: 1a PUNTATA e 2a PUNTATA)

Qui di seguito i fatti riportati su Tweeter e Facebook e sui quali attendiamo una valutazione di Iacopino che sta conducendo una battaglia, giustissima, nei confronti dei c.d. "anonimi mafiosi del web" (ipse dixit), di cui la giornalista Federica Angeli ha fatto uso (con la complicità dei familiari ed amici), anche per scrivere articoli per La Repubblica.


I FATTI

PAOLO CONTE, ALIAS EGIDIO ANGELI, IN ARTE PADRE DI FEDERICA ANGELI, FA PARTE DEGLI "ANONIMI MAFIOSI DEL WEB"?

IL RISPETTO DEL SEGRETO PROFESSIONALE SU LA FONTE NOTIZIE E' ANCORA UN DOVERE PER IL GIORNALISTA? IL CASO DI PIERO FIERRO (LINK)


A PROPOSITO SEMPRE DI "ANONIMI MAFIOSI DEL WEB" (MA SECONDO LA ANGELI SONO GLI ALTRI I PSICOPATICI): ERNESTO LONDON, ALIAS CLAUDIA ARAGNA)

"ANONIMI MAFIOSI DEL WEB", SI FA PER DIRE. "TORE TORE", ALIAS SABRINA GIACOBBI (CHE VIVE A NUOVA OSTIA E NON ALL'IDROSCALO), SEGRETARIO DEL CIRCOLO PD DI NUOVA OSTIA, ADDIRITTURA USATO IL FAKE PER CONFEZIONARE ARTICOLO SU LA REPUBBLICA


E POI, ROBERTO MARLEO, ALTRO "ANONIMO MAFIOSO DEL WEB", CARABINIERE DEL REPARTO SCORTE DI ROMA, CHE NON HA LESINATO DIFFAMAZIONI SULLA PAGINA DELLA SUA ASSOCIATA.




INCITAMENTO ALL'ODIO DA PARTE DI FEDERICA ANGELI.
E' ETICAMENTE E MORALMENTE ACCETTABILE SOPRATTUTTO DA UNA GIORNALISTA?




















ALTRO SEMI (?) "ANONIMO MAFIOSO DEL WEB", CATEGORIA ADORANTI. PATRIZIO J MACCI. SEMBRA CHE IL SUO VERO NOME SIA UN ALTRO. SCRIVE ARTICOLI SULLE SUE 'MUSE' SU AFFARI ITALIANI MA NON RISULTA NELL'ELENCO DEI PUBBLICISTI O GIORNALISTI DELL'ORDINE. PROFESSIONE SU RICHIESTA: 'FALSA TESTIMONIANZA'



CATEGORIA MENZOGNE - NEI 3 VIDEO LA PROVA CHE NESSUNO DI LUNA NUOVA ERA PRESENTE ALLA CONFERENZA STAMPA DEL M5S: LINK



"LAMENTEDEMENTE": ANCHE QUESTO FOLLOWER DI LUNGA DATA DELLA SUA ASSISTITA E' UN "ANONIMO MAFIOSO DEL WEB" O VANNO BENE QUANDO ELOGIANO LA SUA ASSOCIATA E DIFFAMANO GLI ALTRI?


IL CAPOLAVORO - 8/2015-UN MINORE (IL FIGLIO 'LOLLO', UN FAKE, UN'ADORANTE. NESSUN ARRESTO, NESSUNA "SCENA IMPERDIBILE".
E' ETICAM/MORALM. ACCETTABILE?  (13 AGOSTO 2015)



CATEGORIA MENZOGNE - ESTATE 2015, LA ANGELI DICHIARA PUBBLICAMENTE CHE NON PUO' PIU' FREQUENTARE STABILIMENTI BALNEARI, PECCATO CHE L'ESTATE 2015 L'ABBIA PASSATA A "IL VENEZIA", NOTO STABILIMENTO DI OSTIA.



CATEGORIA "ANONIMI MAFIOSI DEL WEB", CLAUDIA GAROFALO ALIAS DI MAFALDA CEDRONI.












lunedì 14 dicembre 2015

COMMISSIONE ANTIMAFIA, LE STRUMENTALIZZAZIONI DI FEDERICA ANGELI


Riportiamo qui di seguito la sbobinatura degli interventi dell'On. Rosy Bindi, Presidente della Commissione Antimafia, nella conferenza stampa tenutasi presso la Guardia di Finanza di Via della Fiamme Gialle ad Ostia, mercoledì 9 dicembre 2015 alle 15:11. PER OPPORTUNA E CORRETTA INFORMAZIONE.
Alla
domanda di Federica Angeli sulle ‘finte’ associazioni antimafia e sulla 'dis'-informazione locale (due delle ossessioni della Angeli), La Bindi non risponde sul caso Ostia, come strumentalmente ha voluto far credere la Angeli e La Repubblica, bensì dice semplicemente “E’ evidente che tra i tanti casi che si sono verificati in Italia in questo periodo Ostia sarà oggetto della nostra attenzione […] non siamo abituati a sparare sentenze”. Si evince chiaramente, dagli interventi degli Onorevoli e dei Senatori presenti, che durante le audizioni tenutesi la mattina e che sono state secretate, si è parlato delle infiltrazioni nella macchina amministrativa municipale, nelle concessioni demaniali e nella politica. Infine, l'ultima parte della conferenza stampa, che La Repubblica ha montato con l'evidente volontà di mistificare la realtà, è dedicata ai casi della Campania e della Calabria e non di Ostia. Il video della conferenza stampa è disponibile al seguente LINK.  Rinnoviamo piena condivisione delle parole dell'On. Rosy Bindi, come già fatto nei giorni scorsi ( LINK) e auspichiamo quanto prima che venga ripristinata la verità dei fatti.

"Buonasera a tutti e grazie di essere qui. Oggi abbiamo iniziato il nostro approfondimento su Ostia all’interno di un’inchiesta più ampia che la nostra Commissione sta svolgendo ormai da circa 1 anno su Mafia Capitale. Da oggi abbiamo iniziato o meglio ripreso un approfondimento su Ostia con una missione specifica che ci ha portato qui. Ringraziamo la Guardia di Finanza per l’ospitalità. Abbiamo ritenuto e riteniamo che l’approfondimento su Ostia per la nostra inchiesta sia particolarmente importante non solo perché qui vivono circa 300mila persone. Questo Municipio è più grande di molte città capoluogo nel nostro Paese ed è più numeroso della città di Reggio Calabria che era stata la città capoluogo sciolta per infiltrazione mafiose ed ha un numero di abitanti minore del Municipio di Ostia. Avevamo iniziato il nostro approfondimento oltre che con la Procura naturalmente, sentendo l’Assessore alla Legalità, l’Assessore Sabella e oggi siamo venuti qua per ascoltare la Commissione Prefettizia che è stata nominata dopo lo scioglimento decretato dal Governo. Abbiamo anche ascoltato il Comandante delle forze di Polizia, abbiamo ascoltato la Direttrice del X Municipio, l’Arch. Cinzia Esposito, ci scusiamo molto per non essere riusciti oggi ad ascoltare le parti sociali, in maniera particolare l’associazione Libera, l’associazione anti-racket, l’associazione Federbalneari che ascolteremo la prossima settimana in sede. Ci scusiamo molto con loro ma i nostri lavori questa mattina si sono protratti per necessari e doverosi approfondimenti da parte nostra e questo pomeriggio al Senato sono previste votazioni. I Senatori devono rientrare e quindi abbiamo dovuto interrompere. Per noi è stata una mattina molto importante, abbiamo attraverso gli incontri che abbiamo avuto ci siamo confermati sulla opportunità e bontà della decisione assunta dal Governo quando ha deciso di commissariare questo Municipio, decisione che è nata, come sapete, da una situazione che si è venuta a creare sicuramente con l’inchiesta di Mafia Capitale e ha visto anche le dimissioni del Presidente del Municipio, ma che, come tutti sanno, trova le sue motivazioni in una presenza di criminalità organizzata locale che opera in questo territorio e che rivendica l’occupazione, la padronanza di questo territorio da molto tempo. E quindi la decisione del governo è stata una decisione giusta e oggi ce ne siamo più che mai convinti e confermati. Riteniamo che questa sia un’occasione molto importante per questo Municipio, per questo territorio, per le forze sane di questa comunità, per le tante associazioni che ci sono, ma soprattutto per i cittadini comuni che devono poter vivere in questo territorio senza dover vedere compromessa la loro libertà, la loro sicurezza, senza subire nessuna padronanza che non sia quella della Legge. E per questo motivo noi siamo stati molto incalzanti e molto esigenti, soprattutto con la Commissione Prefettizia alla quale abbiamo chiesto di avere coraggio. Certo non mancherà il coraggio e non abbiamo motivo di dubitare che questo coraggio ci sarà, ma è assolutamente necessario si approfitti finalmente, dopo molti anni, per creare una vera discontinuità in questo territorio. Che si faccia un’analisi approfondita di tutto ciò che già la Commissione Magno aveva indicato sulle concessioni, sulla gestione del Litorale, su tutte le grandi questioni che riguardano questa comunità. Che si intervenga suoi ruoli amministrativi di questo Municipio, laddove se ne ravvisa la necessità naturalmente, ma sappiamo bene che se la situazione è stata così critica in questi anni è anche perché i poteri criminali hanno trovato degli interlocutori anche nella Pubblica Amministrazione, anche nella Politica e che si sia altrettanto seri e impietosi nei confronti di quelle parti della società di questa comunità che sono in qualche modo avvantaggiati dalla presenza dei poteri criminali, magari non necessariamente collusi, ma semplicemente indifferenti, silenziosi e magari capaci di trarne vantaggio. Abbiamo anche ascoltato come sapete il responsabile ad interim delle forze di Polizia Locale e così l’attuale Direttrice del Municipio. Anche a loro abbiamo naturalmente chiesto di proseguire nel loro lavoro e soprattutto abbiamo assicurato tutto l’appoggio della Commissione, la Commissione Parlamentare Antimafia, perché la Commissione Prefettizia, perché l’Architetto Direttrice di questo Municipio, perché tutte le forze sane di questa comunità abbiano l’appoggio da parte del Governo, che significa dotare questo Municipio del personale amministrativo che ha le competenze giuste, dotare la Commissione di poteri anche straordinari per intervenire e così l’appoggio della nostra Commissione nei confronti di quanti davvero vogliono approfittare di questa decisione che finalmente è stata assunta per creare una rottura con il passato e restituire questa comunità a tutte le sue straordinarie possibilità. Questo è l’affaccio sul mare della Capitale, questo è un territorio di grandi potenzialità, ed è giusto che queste siano messe a disposizione di tutti e non siano invece, come dicevo, prigioniere di chi ha voluto approfittarne in questi anni. Grazie. Sono sicura che i colleghi a partire dal capogruppo del PD al vice Presidente Gaetti e gli altri rappresentanti di Sinistra Italiana e del Movimento 5 Stelle vorranno aggiungere qualcosa alle mie parole.

Seguono gli interventi di Mirabelli (PD), Costantino (Sinistra Italiana), Gaetti e Nutti (M5S) e si evince chiaramente che durante le audizioni si è parlato delle infiltrazioni nella macchina amministrativa municipale, nelle concessioni demaniali e nella politica (disponibili sempre al medesimo LINK

Alla domanda di Federica Angeli sulle ‘finte’ associazioni antimafia e sull’informazione locale, questa la risposta integrale:
 

Credo sicuramente come loro sanno noi come Commissione Parlamentare abbiamo iniziato un’inchiesta sull’antimafia proprio perché riteniamo che spesso la Mafia sa usare anche l’antimafia e come ci sono delle associazioni che hanno la loro ragione sociale nel combattere la Mafia ci sono delle associazioni che nel nome dell’antimafia creano confusione e finiscono appunto per essere a favore delle Mafie, che magari sono anche in alcuni casi i loro finanziatori. E’ evidente che tra i tanti casi che si sono verificati in Italia in questo periodo, Ostia sarà oggetto della nostra attenzione. Abbiamo dato prova in questi primi due anni di lavoro che non siamo abituati a sparare sentenze, non è il nostro compito, questo lo fanno i magistrati. Facciamo un lavoro di conoscenza seria per offrire elementi di conoscenza e anche per intervenire nelle modifiche della legislazione laddove si renda necessario. Quindi, sul caso di Ostia, anche oggi ci siamo confermati che c’è la necessità di fare un lavoro proprio nella nostra inchiesta sull’antimafia. Come sapete abbiamo lavorato anche con un Comitato su Mafia e Informazione, in quel Comitato che ha già concluso con una relazione che mi auguro presto andrà alla discussione dei due rami del Parlamento. Abbiamo incontrato e audito molti giornalisti che sono oggetto di intimidazione da parte delle Mafie che chi fa corretta informazione spesso è oggetto di minacce da parte delle Mafie, sapete che molti giornalisti sono stati uccisi dalle Mafie proprio perché facevano il loro dovere, ma abbiamo anche nella nostra relazione messo in evidenza che come c’è dell’informazione che combatte la Mafia ed è minacciata dalla Mafia, c’è un’informazione che è in mano alle Mafie per fare controinformazione. Ci sono degli editori che sono in mano alle Mafie e noi li abbiamo denunciati. E quindi volevo rassicurare che il caso di Ostia sarà preso in esame”.

Alla domanda di Mirko Polisano de Il Messaggero, sull’ipotesi di incandidabilità dei consiglieri l’On. Rosy Bindi risponde:

Se c’è un aspetto che è risultato chiaro dall’inizio di questa vicenda che non è stato nascosto da nessuno è la conferma che dove c’è mafia c’è il rapporto con la politica e c’è anche consenso sociale per altro. E’ risultato talmente chiaro che vorrei ricordare qua che le dimissioni di Presidente e Assessori del Municipio sono avvenuti prima dell’intervento della Magistratura. Quindi nessuno intende  coprire  le responsabilità di alcuno. La vicenda Mafia Capitale è iniziata (la nostra Commissione l’ha già chiarito insieme alla Procura) e ha avuto il suo salto di qualità con l’amministrazione Alemanno, ma noi non abbiamo mai negato che ci fosse anche stata la capacità di incidere e in qualche modo corrompere e compromettere anche l’amministrazione che poi, come voi sapete, ha visto il termine con le dimissioni dei consiglieri di maggioranza (Marino, n.d.r.). Quindi, non appartiene a questa Commissione e dall’altra parte per quanto riguarda poi la candidabilità questa è rimessa alle forze politiche. Saranno i partiti che decideranno. Come Commissione Antimafia continueremo ad applicare il nostro codice chiaramente o quanto meno a fare la fotografia delle candidature come abbiamo già fatto con il nostro codice che magari avrà bisogno di un ulteriore approfondimento. E’ il nostro codice che ci orienta che è approvato non da una forza politica ma da tutte le forze politiche che fanno parte della Commissione. Poi, la candidabilità le responsabilità politiche sono dei partiti e quindi io mi astengo da Presidente dal parlare da questo punto di vista. Ho le mie idee, ma credo che siano note e non devo ripeterle qui […]


La parte finale riportata nel video de La Repubblica, è la risposta ad una giornalista che chiede a che punto si è con l’audizione sui fatti di Calabria e Campania:
Il nostro scopo è anche quello di togliere le ombre. Non è bene che, perché c’è qualcuno che sbaglia venga delegittimato un lavoro straordinario che è stato fatto in questi anni di lotta alla mafia da parte di magistrati, di forze di polizia, di associazioni e quant’altro. Anzi. Vogliamo rilanciare quest’opera e da certi punti di vista secolarizzarla anche, nel senso che per fare l’antimafia non bisogna essere né essere eroi né professionisti. Bisogna essere cittadini che fanno il loro dovere, giornalisti che fanno il loro dovere, magistrati che fanno il loro dovere, finanzieri che fanno il loro dovere,  politici che fanno il loro dovere, preti che fanno il loro dovere, questa è l’antimafia. Se sono diventati eroi è perché noi non abbiamo fatto la nostra parte. Se ciascuno di noi fa la propria parte non c’è bisogno di eroi e quindi questo è il senso del nostro lavoro”.             

venerdì 4 dicembre 2015

FEDERICA ANGELI - DAL VILLAGE AL VENEZIA PASSANDO PER VIA DELLE SIRENE

Il dovere più pregnante del giornalista e caposaldo del diritto di cronaca è il dovere di verità, considerato sia dalla L. n. 69/1963 che dalla stessa Carta dei Doveri quale obbligo inderogabile”.

Nel caso della giornalista de La Repubblica, Federica Angeli, le bugie sono all'ordine del giorno. L'ultima in ordine di tempo riguarda la seguente affermazione "Io non posso andare più in nessun stabilimento di Ostia da quando vivo così".
Peccato che la scorsa estate Federica Angeli abbia frequentato lo stabilimento balneare Il Venezia con la sua famiglia, passando il suo tempo a bordo piscina con i mano il cellulare.

La Angeli ha frequanto per anni lo stabilimento Village dei Fasciani (l'unico clan sino ad oggi condannato per Mafia), tanto che la Angeli ha scritto più volte sul loro conto riconoscendone "un codice d'onore [...] perché credimi, i Fasciani sono solo più esposti di altri. E quelli con un codice d'onore vero, che i Triassi e gli Spada non avranno mai" e ottenendo apprezzamenti pubblici di Silvia Fasciani (post che poi è stato rimosso) e manifestando l'interesse di scrivere un libro con loro.

Ci domandiamo perché abbia sempre bisogno di affermare delle falsità pur di tenere il vita la sua figura di 'vittima del sistema mafioso'. Se si frequanta uno stabilimento balneare come Il Venezia (pubblicizzato anche su Repubblica.it), perché negarlo quando centinaia di persone sono testimoni oculari? Agli psichiatri l'ardua sentenza.

venerdì 6 novembre 2015

PROCESSO MAFIA CAPITALE, LE BUGIE DEL TANDEM FEDERICA ANGELI/STEFANO ESPOSITO.

Da mesi il tandem Federica Angeli e il Sen. Stefano Esposito (PD) sostengono che Luna Nuova sia un'associazione antimafia costituitasi allo scopo di trarne profitto.

Ieri, alla prima udienza del processo Mafia-Capitale si sono costituiti in molti (52 tra associazioni ed enti, "pecunia non olet"), ma Luna Nuova non c'era, semplicemente perché non solo non è un'associazione antimafia, ma neppure un'associazione.

Ecco l'elenco completo delle 52 costituende parti civili, tra cui una che rappresenta 37 Rom, con relative motivazioni che pubblicheremo a breve. Tra queste, associazioni antimafia che in questi anni non hanno fatto un solo nome, nemmeno 1 dei 101 della relazione di Gabrielli. Chiedere loro per provare il contrario. Noi, per fortuna, non apperteniamo ai professionisti dell'antimafia, silenti (quando non omertosi) sul territorio quando accadevano fatti dilettuosi e loquaci nelle aule dei Tribunali a chiedere soldi.













giovedì 8 ottobre 2015

OSTIA I FASCIANI E LA FINTA EROINA DELL'ANTIMAFIA . COSI’ IL MENADISMO INQUINA OSTIA


Riportiamo di seguito, letteralmente, due post pubblicati da Federica Angeli. giornalista de La Repubblica, sulla sua pagina Facebook. La Angeli, che ha iniziato la sua carriera professionale in qualità di collaboratore del Giornale di Ostia negli anni in cui nasceva la mafia sul Litorale, ha sempre frequentato con la sua famiglia lo stabilimento balneare della famiglia Fasciani, il Faber Village. Federica Angeli non ha mai scritto contro i Fasciani e non ha mai smentito, neppure oggi 8 ottobre 2015, di aver frequentato consapevolmente il Faber Village con la sua famiglia per anni. E che la Angeli conosce da anni e bene Fabrizio Sinceri.
Riportiamo fedelmente:

FEDERICA ANGELI E I FASCIANI
"Un giorno vado al mare e becco la signora Fasciani, la moglie di don Carmine, il boss di Ostia che fissa un gatto... Mi fa cenno con la mano di avvicinarmi a lei: "Io amo i gatti, e lo sa perché? Per due motivi: er primo è che sono fedeli, er secondo è perché nun parlano". Due giorni prima le avevo detto che stavo lavorando su di loro per un'inchiesta giornalistica sulla malavita a Ostia. Però, ad onor del vero almeno in maniera diretta non mi hanno mai stoppato né scoraggiato o intimidito quando faccio un'inchiesta per me la prima regola è l'onestà... E quando parlai con loro, cercando persino di coinvolgerli con un'intervista, gli spiegai per filo e per segno ciò che stavo facendo e il senso del mio lavoro: ricostruire il malaffare a Ostia arrivando a nomi e cognomi di colletti bianchi che mai erano stati fatti. Gli spiegai che ormai chi loro erano e le inchieste giudiziarie che li avevano coinvolti erano cosa nota a tutti. Ma io volevo di più. La moglie di Carmine Fasciani, ma anche la figlia Sabrina, non ci crederai, mi adoravano. Per la mia onestà e franchezza e consapevoli che ciò che a me interessava non era il traffico di droga in arrivo, ma vedere fino a che punto intorno e malgrado loro la galassia mafia si era mossa. Perché credimi, i Fasciani sono solo più esposti di tanti altri. E quelli con un codice d'onore vero, che i Triassi e gli Spada non avranno mai.
Sabrina Fasciani un giorno mi si avvicinò, mi strinse la mano e mi disse: t'ho sentito al telefono con l'avvocato tuo che gli spiegavi che preferivi essere condannata (cosa che poi è successo, la mia prima e unica condanna per diffamazione a mezzo stampa) piuttosto che fare il nome della fonte (unica cosa che mi avrebbe salvato dalla condanna). Beh...tanto de' cappello (mi disse), tu sei una seria. Altrimenti qua dentro (nello stabilimento) non ce potevi mette piede. E la prima persona a cui Sabrina ha scritto dal carcere, dopo l'arresto a luglio, sono stata io".

Carmine Fasciani è stato il primo condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso (416-bis), la prima sentenza da sempre in tutta Roma, dopo una interminabile serie di processi e condanne che partono almeno dal 2001 e che hanno riempito le pagine della cronaca giudiziaria.


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Federica Angeli e le sue imbarazzanti dichiarazioni all'indomani della condanna del clan Fasciani di Ostia: ha negato di conoscere i Fasciani e di averne frequentato lo stabilimento. La giornalista di Repubblica, asservita al PD che andrà sotto processo per mafia capitale il prossimo 5 novembre, frequentava da molto tempo lo stabilimento balneare dei Fasciani (il Village), sapendo benissimo chi fossero. Addirittura, racconta lei stessa, voleva scrivere con loro un libro, riconoscendo a questo clan condannato per mafia "un codice d'onore". Così non si esprime e si comporta chi dice di combattere la mafia.  Invece così si vanta Federica Angeli, amica dell'ex-Presidente del Municipio X, Andrea Tassone, arrestato per mafia capitale, raccontando di Sabrina Fasciani: "È per questo che io ti faccio entrare in questo stabilimento. Te sei una seria, non scrivi cavolate e non dai pugnalate alle spalle. Per questo un giorno, se vorrai, scriveremo un libro insieme. Avrà come titolo: La figlia del boss, ti piace?". Il loro spessore era differente rispetto a quello degli Spada, che invece sono persone senza scrupoli. Che prima o poi te la fanno pagare". 

martedì 6 ottobre 2015

ESPOSITO E ANGELI, COME SI COSTRUISCE UNA MENZOGNA INGANNANDO LA FEDE PUBBLICA

Il Sen. Stefano Esposito (PD) e la giornalista de La Repubblica, Federica Angeli, sembrano due profondi estimatori del manifesto di propaganda prodotto da Goebbels, da cui proviene la frase “una menzogna ripetuta all’infinito diventa verità”.


I FATTI
Il Sen. Stefano Esposito presenta prima della data del 21 luglio 2015, una relazione in Commissione Antimafia sul ‘caso Ostia’. Tra le ‘amene’ menzogne ivi contenute, Esposito scrive: “La giornalista Federica Angeli vive sotto scorta, ricevuta sei ore dopo aver assistito e denunciato lo scontro armato tra i due clan la notte del 16 luglio 2013. Unico caso di una scorta assegnata per “mafia romana” in Italia”.
Peccato che l’operazione Nuova Alba sia del 26 Luglio 2013, cioè una settimana dopo l’assegnazione della scorta, e che la prima sentenza per 416bis a Roma sia datata 29 gennaio 2015. Quindi, fino alla conclamazione in primo grado, cioè  18 mesi dopo, di quale ‘mafia romana’ parla il ‘preveggente’ Sen. Esposito?

Ma le ‘amene menzogne’ non si limitano a questo. Digitando su youtube “Federica Angeli” è possibile trovare diverse interviste alla giornalista de La Repubblica, che negli ultimi mesi compare in TV sempre in tandem con il Sen. Stefano Esposito. Salta all'occhio una cosa: la versione relativa alle motivazione dell’assegnazione della scorta cambia in modo schizofrenico.
Secondo quanto afferma il Sen. Stefano Esposito nella relazione presentata alla Commissione Antimafia,  “Federica Angeli vive sotto scorta per le minacce del clan Spada”, dopo lo “scontro armato” del “16 luglio 2013”. La giornalista invece afferma alcune volte che gli è stata assegnata dopo le sue inchieste, con tanto di presunto sequestro da parte di Armando Spada presso il Cral delle Poste, nello stabilimento più noto come 'Orsa Maggiore'; altre, dopo aver assistito allo scontro a fuoco sotto casa sua tra “da una parte due esponenti del clan Spada, dall’altra parte due uomini del clan Triassi”.  La giornalista per altro cambia versione anche sul quando ha denunciato il presunto sequestro da parte di Armando Spada (che sarebbe avvenuto il 23 maggio): si passa dalle versione “due ore dopo” a “la cronista riferì l’episodio al responsabile dei notiziari online che soprintendeva al suo lavoro e, d’accordo con lui, proseguì l’inchiesta, riservandosi di denunciare i fatti in un secondo tempo” cioè “il 30 maggio”, giorno in cui avrebbe denunciato anche Paolo Papagni per minacce, di cui però non parla più nelle sue numerose interviste televisive. Soprattutto da quando Esposito, insieme al capogruppo PD al Senato, Luigi Enrico Zanda, il 23 Giugno 2015,  ha incontrato “quei balneari vicini a certi poteri criminali”, come li definì lo stesso Esposito, perché il Parlamento italiano, mediante l’art. 34-duodecies del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, introdotto in sede di conversione dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, ha modificato l’art.1, comma 18, del d.l. 2009 n. 194, ha stabilito la proroga fino al 2020 di tutte le concessioni demaniali.

Insomma, per tornare a Goebbels, “se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre … ” e lui inizia all’identificazione di un (nuovo) avversario in un (nuovo) nemico, l’unico responsabile di tutti i mali, le “finte associazione antimafia”, che ad Ostia sono solo due, regolarmente registrate.
Tornando alla questione ‘Orsa Maggiore’, appare irrilevante la fondatezza o meno delle voci che vorrebbero la denuncia della Angeli sul presunto sequestro avvenuta fuori tempo massimo. Quello che è chiaro è che leggendo le sentenze dei ricorsi in Cassazione proposti da Armando Spada e Aldo Papalini sul caso ‘Orsa Maggiore’, non si fa mai riferimento all'episodio del sequestro di Federica Angeli, né al video con le minacce, nonostante “il quadro indiziario raccolto a carico degli indagati sia fondato sulle dichiarazioni di persone informate sui fatti, sull'apporto di un collaboratore di giustizia, sulle risultanze di operazioni d'intercettazione telefonica e di acquisizioni documentali presso uffici e laboratori d'analisi pubblici e privati”. D'altronde era immaginabile, visto che il Sostituto Procuratore di Roma, Mario Palazzi, titolare dell’inchiesta ‘Orsa Maggiore’, è stato fotografato insieme alla giornalista in posa amicale a febbraio 2015, durante la seconda edizione del Piccolo Atlante della corruzione, foto che è sparita dalla pagina facebook ufficiale.

Anche il Sen. Esposito ama quel genere di propaganda che si limita “ad un piccolo numero di idee e a ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze”. Sostiene infatti da mesi che è lui ad aver ‘cacciato’ l’ex mini-sindaco Tassone (PD), arrestato per Mafia Capitale. In realtà Esposito è stato inviato ad Ostia il 22 febbraio 2015. Il 18 marzo Tassone, in una conferenza stampa indetta dal commissario romano del partito Matteo Orfini, presente anche il Sen. Stefano Esposito, lancia, in accordo con i due commissari, un “vero ultimatum al sindaco Ignazio Marino: senza aiuti sul litorale le mafie non riusciamo a combatterla da soli” e si dimette invocando le mazzefionde. Esposito addirittura aggiunge che “C’è bisogno di una presenza politica più forte”,  che c’era un dialogo aperto con il sindaco Marino sul tema e da cui si attendevano decisioni  e che “solo a queste condizioni il presidente Tassone può tornare indietro sulla sua decisione “.  Mentre andava in scena questa sceneggiata al Nazareno, quello stesso giorno, il 18 marzo, i PM chiedevano il carcere per Andrea Tassone (e il GIP il 29 maggio concedeva i domiciliari).
Esposito, a questo punto e solo per questo motivo, scarica Andrea Tassone il 24 marzo sui giornali, invitandolo a dimettersi, nonostante Tassone avesse dichiarato "Con il Commissario del PD Roma, Matteo Orfini, abbiamo condiviso la necessità di affidare un ruolo di supervisione al senatore Stefano Esposito”. Orfini ed Esposito hanno sempre negato, fino all'ultimo, che Tassone fosse coinvolto nelle indagini di "Mafia Capitale". Orfini lo aveva dichiarato pubblicamente nel corso della puntata di Ballarò del 2 giugno 2015, addirittura sostenendo che proprio il PD non fosse coinvolto in "Mafia Capitale". Esposito lo aveva scritto su Facebook il 26 maggio, ribadendolo dopo l'arresto: "Tassone non era indagato per mafia capitale, da oggi lo è”.

CONCLUSIONI
La versione tandem Esposito/Angeli nel corso dei mesi si è sottoposta ad un trasformismo senza precedenti, ed ora ripetono instancabilmente che 'sapevano tutto dall’inizio, e per tutto intendono tutto, che c’era bisogno di bluffare per stanare il marcio, e che il loro super-tandem  ha anticipato addirittura la Procura'.
Insomma, siamo di fronte ad un tandem che si esercita ogni giorno in televisione e sui giornali di amici compiacenti nel dimostrare che il manifesto di Goebbels è fondante ed efficace, mettendo in pratica i suoi principi: della semplificazione e del nemico unico, del metodo del contagio, della trasposizione, dell’esagerazione e del travisamento, della volgarizzazione, di orchestrazione, del continuo rinnovamento, della verosimiglianza, del silenziamento, della trasfusione, dell’unanimità.
Ad maiora.

sabato 3 ottobre 2015

FEDERICA ANGELI E L'FBI. L'INGANNO DELLA FEDE PUBBLICA


In data 24 settembre sulla pagina fan di Federica Angeli è stato pubblicato un documento (quasi illeggibile) in formato immagine, con il seguente testo " Il documento dell'FBI con l'arresto in USA di Pascale".

Il documento è autenticamente un mandato di arresto dell’FBI? Qualunque sia la risposta, è un documento pubblico e pubblicabile? In caso negativo, è deontologicamente corretto pubblicare questo genere di documenti?

Il documento è quasi illeggibile, ma si evince chiaramente in alto a destra che si tratta di un "Record of deportable/inadmissible alien". Dunque, non è un documento di arresto dell'FBI, bensì un documento statunitense, interno ICE, compilato da un INS prosecutor, che lavora nella 'homeland security'.

ANNOTAZIONI.
Nessuna agenzia americana invia notizie a giornalisti su notizie di reato per iscritto, tanto meno su carta intestata. Tali informazioni passerebbero al limite tra le competenti forze di polizia in maniera informale in assenza di rogatoria internazionale, ma sicuramente non vengono inviate su carta intestata. La probabile soffiata da parte di un agente dell'FBI ad un giornalista ci potrebbe forse anche essere, ma non se ne comprende l'importanza della notizia sul caso specifico se non per una vicinanza e conoscenza personale e comunque una soffiata è una soffiata e non certo su carta intestata. L'FBI non si occupa di espulsioni di cittadini stranieri in prima persona, anche se ciò non toglie che possa detenere informazioni che altre agenzia producono, tipo ad esempio la polizia di frontiera oppure la 'homeland security' (come in questo caso).
In tutti i casi la pubblicazione attinenti notizie riservate di persone fisiche sottostanno alla legge sulla privacy IPP negli Stati Uniti e le pene per la divulgazione di tali informazioni sono molto severe. E' difficile per gli stessi americani che lavorano in enti amministrativi sapere dai colleghi le ragioni di un rifiuto di un semplice visto e per altro loro non sono autorizzati a rilevarlo a terzi pena anche il licenziamento. Sono notizie che non possono essere divulgate al di fuori dell'ufficio competente, come in questo caso essendo un documento interno. Inoltre, un impiegato che ha accesso a notizie attinenti la privacy è monitorato negli accessi e può venire a conoscenza di notizie solo se sono attinenti al suo lavoro. Non può fare una ricerca nei database per esempio senza essere autorizzato. Se la notizia fosse vera e la persona fosse stata espulsa per aver commesso un reato ci dovrebbe essere obbligatoriamente allegata al record una sentenza. La sentenza è pubblica (ma noi non l'abbiamo trovata), ma l'FBI con le sentenze non c'entra niente. Il record in oggetto precede caso mai la sentenza di espulsione. È di fatto il rapporto che si prepara con le notizie di reato. Aggiungiamo che il modulo della 'homeland security', viene redatto anche per chi rimane negli USA dopo la scadenza del permesso di soggiorno. Se vengono compiuti ulteriori reati nel territorio statunitense, al documento in oggetto verrebbero aggiunti degli allegati.


Quindi la pubblicazione di un tale atto non è legale anche se il documento non fosse falso. Non è pubblico e non è pubblicabile. Il fatto che su Internet si trovino documenti analoghi è irrilevante in quanto, come è facile verificare, non si riesce a risalire alla fonte, cioè a chi li ha postati e sono documenti identici a quello in ipotesi, documenti prodotti dall' 'homeland security' e non dall'FBI. Dunque, non è un documento di arresto da parte dell'FBI, non è pubblico e non è pubblicabile. A che pro dunque è stato postato?



Ecco un esempio di record come quello di Pascale:
https://media.azpm.org/…/…/2011/3/4/pdf/03-03-11_02_14_1.pdf