venerdì 4 dicembre 2015

FEDERICA ANGELI - DAL VILLAGE AL VENEZIA PASSANDO PER VIA DELLE SIRENE

Il dovere più pregnante del giornalista e caposaldo del diritto di cronaca è il dovere di verità, considerato sia dalla L. n. 69/1963 che dalla stessa Carta dei Doveri quale obbligo inderogabile”.

Nel caso della giornalista de La Repubblica, Federica Angeli, le bugie sono all'ordine del giorno. L'ultima in ordine di tempo riguarda la seguente affermazione "Io non posso andare più in nessun stabilimento di Ostia da quando vivo così".
Peccato che la scorsa estate Federica Angeli abbia frequentato lo stabilimento balneare Il Venezia con la sua famiglia, passando il suo tempo a bordo piscina con i mano il cellulare.

La Angeli ha frequanto per anni lo stabilimento Village dei Fasciani (l'unico clan sino ad oggi condannato per Mafia), tanto che la Angeli ha scritto più volte sul loro conto riconoscendone "un codice d'onore [...] perché credimi, i Fasciani sono solo più esposti di altri. E quelli con un codice d'onore vero, che i Triassi e gli Spada non avranno mai" e ottenendo apprezzamenti pubblici di Silvia Fasciani (post che poi è stato rimosso) e manifestando l'interesse di scrivere un libro con loro.

Ci domandiamo perché abbia sempre bisogno di affermare delle falsità pur di tenere il vita la sua figura di 'vittima del sistema mafioso'. Se si frequanta uno stabilimento balneare come Il Venezia (pubblicizzato anche su Repubblica.it), perché negarlo quando centinaia di persone sono testimoni oculari? Agli psichiatri l'ardua sentenza.

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