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mercoledì 22 giugno 2016

OSTIA, MAFIA CAPITALE: TASSONE (PD) ED ALTRI TORNANO LIBERI

L'incontro al ristorante Il Pescatore presso il Borghetto 
dei Pescatori (Ostia) in data 10 maggio 2014
Andrea Tassone (PD) non è più agli arresti domiciliari (1). Anche Pierpaolo Pedetti (PD), su provvedimento del Tribunale del Riesame, è libero e dunque non più presente nell'aula dove si svolge il processo di Mafia Capitale. Per quanto riguarda Mirko Coratti (PD) il 27 aprile il Tribunale del Riesame, in parziale accoglimento dell'appello proposto dalla difesa, ha rimesso in libertà l'imputato, sostituendo la misura precedentemente applicata con quella dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Insomma, il processo è lungo e le misure cautelari personali (detenzione agli arresti domiciliari) vengono fatte scadere con qualche mese di anticipo, come è giusto che sia. Gli imputati non possono più scappare, non possono più inquinare le prove, non possono più reiterare il reato. In fondo, come di recente sentenziato dalla Corte di Appello, neppure i Triassi e i Fasciani sono mafiosi. A Ostia torna la normalità. Si dice addirittura che Tassone abbia regolarmente votato il 19 giugno al ballottaggio tra Giachetti e Raggi. Il PD non ha ritenuto opportuno emettere alcuna comunicazione a riguardo, segno evidente di una rottura interna di non poco spessore. Neppure la stampa si è interessata alla questione, almeno quella ufficiale e autorevole. Un superficiale e inesatto passaggio è comparso su Facebook, ma del tutto errato nei contenuti. Infatti la libertà di Tassone non è l'ha decisa "il giudice Rossana Ianniello che presiede il maxi processo" e non è vero che (come sopra accennato) "tutti gli altri restano in carcere e ai domiciliari", lasciando passare l'imbarazzante messaggio che la libertà concessa a Tassone e non agli altri imputati sia elemento significativo della sua innocenza. Tassone rimane imputato per le gravi accuse a lui rivolte, che non sono di semplice corruzione, come certa stampa continua a ripetere fornendo anche qui un'informazione falsa e tendenziosa. Il capo di imputazione è chiaro. La condotta corruttiva addebitata a Tassone, posta in essere nel corso del 2014, non costituisce un fatto isolato e risulta obiettivamente grave. Infatti, sono stati raccolti gravi indizi, nei confronti di Tassone, per i reati di corruzione per l’esercizio della funzione
e di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio "concretizzatisi nell’erogazione, da parte di Buzzi, il quale ha agito d’intesa con Carminati e altri sodali, di somme di denaro non inferiori a 30.000,00 Euro per la sua funzione e perché Tassone ponesse in essere atti contrari ai doveri del suo ufficio (rivendicare la competenza del X Municipio in materia di lavori per la pulizia delle spiagge; comunicargli notizie e informazioni sulla procedura di selezione del contraente, in relazione all’affidamento diretto da parte del X municipio per i lavori a somma urgenza per indagini sulla stabilità delle alberature stradali e conseguenti interventi di potatura e per i lavori per la pulizia delle spiagge, assegnati, rispettivamente, 26.5.14 e il 31.7.14)". Insomma, se a Buzzi e Carminati verrà confermata l'imputazione di associazione a delinquere di stampo mafioso, l'aggravante per Tassone potrebbe essere dietro la porta. Ricordiamo che Tassone è stato di recente ritenuto responsabile da parte della Procura della Corte dei Conti dei danni erariali riconducibili al Municipio X (il 20% di euro 601.361,00). Ben vengano i festeggiamenti in villa ma un po' meno la voce ricorrente nel quartiere di Centro Giano che "Tassone sia stato assolto". Tassone è libero, senza più misure cautelari, ma deve ancora rispondere in aula alla Giustizia dei reati a lui imputati.

(1) Alle ore 14:00 del 16 giugno 2016 ancora sedeva 'non libero' nell'aula dove si svolge il processo di Mafia Capitale

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