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mercoledì 30 settembre 2015

OSTIA: NON ERA LIBERA LA SPIAGGIA DI LIBERA

Lo scontro ad Ostia tra il PD e il M5S sulla gestione della spiaggia libera identificata come Lotto 8, ha per oggetto il comportamento ambiguo di Libera, la ricca associazione antimafia che in pratica ha gestito per tutta l'estate 2015 quel tratto di arenile. Addirittura il vecchio nome Amanusa della spiaggia è stato cambiato in Spiaggialibera SPQR per evidenziare la manovra ben articolata messa in piedi già dal 2014 tra Municipio X, Libera, UISP (Unione Italiana Sport Per tutti) e PD di Ostia, circa l'assegnazione del Lotto 8.
Di nessuna importanza la recente smentita di Libera: "Non vi è nessun affidamento diretto della spiaggia Libera Spqr. UISP e Libera hanno partecipato al bando pubblico con esito pubblicato in data 10 aprile 2014 e l'A.T.I. con a capofila la UISP è entrata in possesso della spiaggia solo ad aprile 2015". In realtà i fatti sono ancor più gravi della denuncia del M5S e li descriviamo qui di seguito.

IL BANDO DI GARA
Il Lotto 8 è l'arenile compreso tra gli stabilimenti balneari “Bungalow” e Bonaccia” ad Ostia Levante, più precisamente sul Lungomare Amerigo Vespucci corrispondente al civico 144. In data 9 aprile 2014, con determinazione dirigenziale n.1066, a firma del Direttore della Direzione Ambiente e Territorio del Municipio X, Ing. Paolo Cafaggi, è stata approvata la graduatoria definitiva e conseguente aggiudicazione ai soggetti vincitori del bando di gara per l'affidamento dei "Servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere del litorale di Roma Capitale". A vincere il Lotto 8 con il punteggio di 76,35 è stata la Associazione Temporanea d'Imprese (A.T.I .) costituita da:


  • UISP COMITATO TERRITORIALE DI ROMA - Viale Giotto 16, 00153 Roma (Capogruppo)
  • ASSOCIAZIONE LIBERA ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE - Via Quattro Novembre 98, 00187 Roma 
  • LE GRAND COURER S.S.D. a r.l. - Viale Giotto 16, 00153 Roma 


Il bando per gli 8 lotti era stato approvato con Determinazione Dirigenziale n. 325 del 04.02.2014, con termine di presentazione delle offerte fissato per le ore 12.00 del 10.03.2014. Dei 19 plichi pervenuti all’Ufficio Protocollo del Municipio X, in sede di Commissione Esaminatrice, nonché a fronte delle successive verifiche ed attività espletate dalla stazione appaltante, solo 8 società sono rimaste in gara. Il Lotto 8 è stato aggiudicato alla A.T.I. UISP – Comitato Territoriale di Roma ed altri, considerato che la prima classificata del Lotto 8, Laboriosamente Soc. Coop. di Produzione e Lavoro, era risultata già aggiudicataria dei servizi sul Lotto 6.
Su tale vicenda è intervenuto di recente il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, che così ha scritto nella relazione che giustifica il commissariamento per infiltrazioni mafiose del Municipio X: "Spiagge libere - Bando 2014. La procedura presenta una prima anomalia in relazione al numero dei partecipanti che, tenuto conto della remuneratività dell'attività oggetto di affidamento, risulta estremamente basso (8 società per 8 lotti messi a bando, 2 dei quali a causa di irregolarità nella domanda dell'unico concorrente non riescono a essere assegnati e dovranno formare oggetto di una ulteriore procedura per l'aggiudicazione)".
In particolare le vicende di affidamento del Lotto 8 sono state più complesse a causa dei ricorsi amministrativi presentati dalla ROY’S Società Cooperativa Sociale Onlus, precedente affidataria del Lotto 8 (ex-spiaggia Amanusa) che qui non tratteremo ma che andrebbero indagate con più attenzione.

L'A.T.I. VERTICALE
La composizione dell'A.T.I. UISP – Comitato Territoriale di Roma ed altri è, come si dice in gergo, 'verticale'. "Per associazione temporanea di imprese, o raggruppamento temporaneo di imprese, spesso indicate con gli acronimi ATI o RTI, si intende una forma giuridica nella quale più imprese si uniscono per partecipare insieme alla realizzazione di un progetto specifico. Lo specifico scopo può essere la partecipazione a gare d'appalto per le quali le singole imprese non possiedono, individualmente, tutte le competenze operative, caratteristiche, categorie o classifiche richieste nel bando". Nel caso di una A.T.I. 'verticale', viene conferito un mandato collettivo irrevocabile all’impresa partecipante che svolge l'attività principale oggetto della gara, che assumerà così il ruolo di capogruppo. Questa riunisce le altre imprese mandanti che svolgono attività corrispondenti a parti dell’opera, che il bando definisce come separabili. L’A.T.I. si sottoscrive mediante un atto pubblico o una scrittura privata di cui, nel nostro caso, non c'è alcuna evidenza.
In ogni caso il bando di gara per l'affidamento dei "Servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere del litorale di Roma Capitale", redatto dal Municipio X (Direzione Ambiente e Territorio, U.O.A.L.) è molto chiaro nell'elencare i 'servizi' richiesti: assistenza bagnanti, noleggio di attrezzature, ripristino dei manufatti, eliminazione delle barriere architettoniche, pulizia e manutenzione beni, somministrazione di alimenti preconfezionati e bevande. E' altrettanto chiara l'interpretazione dell’art. 11, comma 2, del D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 157 (ora art. 37 D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163), sull’obbligo a carico di un raggruppamento di imprese di indicare puntualmente le parti del servizio che saranno assunte e svolte da ciascuna impresa partecipante.
Dunque, quando un raggruppamento di imprese vince una gara di questo tipo deve specificare le parti del servizio oggetto di gara che devono essere eseguite dalle singole imprese partecipanti al raggruppamento sempre e comunque in conformità con lo statuto delle singole imprese stesse. E' evidente (basta leggere il loro statuto, disponibile su internet) che né la UISP né Libera hanno tra le finalità quella di gestire servizi connessi alla balneazione: la UISP ha come finalità quella di promuovere lo sport e le attività esercitabili devono essere solo di natura dilettantistica, Libera è un'associazione di promozione sociale senza scopo di lucro con l'unica finalità di valorizzare le attività per combattere le mafie e i poteri occulti, mediante iniziative, pubblicazioni, corsi di formazione, etc. L'unica impresa dell'A.T.I. che poteva rispondere al bando è la Le Grand Coureur.

LE GRAND COREUR
La società Le Grand Coureur è una società sportiva dilettantistica che ha sede nello stesso luogo della UISP. Il 13 maggio 2014 risultava ancora 'società inattiva'. Infatti è stata costituita il 4 marzo 2014 proprio per poter rispondere al bando di gara che scadeva il 10 marzo. Creata appositamente per il bando delle spiagge (e per consentire a UISP e Libera di partecipare), nel suo statuto risulta quanto segue: "La società potrà inoltre svolgere tutte le attività che abbiano fini culturali e sociali collegati con l'esercizio dell'attività sportiva o ricreativa e i servizi connessi alla gestione di spiagge e litorali in concessione nonchè alla balneazione". Il socio unico di questa società è proprio la UISP - Comitato territoriale di Roma, molto legata al consigliere PD, Giovanni Zannola di Ostia e il suo amministratore unico è Alessandro Bachi, che fa parte del consiglio direttivo della UISP in qualità di Coordinatore regionale del Lazio. Bachi ha di recente redatto un documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale-finanziaria della UISP che consente di "calcolarne il risultato economico e di valutarne le prospettive future". La UISP è da alcuni anni in gravi difficoltà economiche.

PUNTEGGI E REQUISITI DI GARA
Sembra strano che proprio la UISP, in gravi difficoltà economiche, sia stata in grado di rispondere a un ferreo requisito per poter partecipare alla gara e cioè quello di presentare una convincente e idonea dichiarazione attestante la capacità economica e finanziaria secondo l'art. 41 d.lgs. n. 163/2006, più una copia dei bilanci dell’impresa degli ultimi due esercizi finanziari, corredata di dichiarazione sottoscritta ai sensi del D.P.R. n. 445/2000. Non solo, ma la UISP ha dovuto documentare anche di avere una elevata capacità tecnica e professionale (art.42 d.lgs. n. 163/2006) che invece non ha in termini di servizi per la balneazione, così come non ce l'ha Libera e tantomeno l'appena costituita Le Gran Coureur.
Evidentemente il direttore del Municipio X, Claudio Saccotelli, che presiedeva la Commissione aggiudicatrice, è stato però di diverso avviso.
Del resto a comporre il punteggio per arrivare secondi nel Lotto 8 e poi primi grazie all'abbandono della prima classificata, sono state le referenze di UISP e Libera: ben 15 punti. Che cosa c'entra con i servizi per la balneazione premiare le "finalità statutarie che perseguano l’impegno contro l’illegalità" e la "programmazione triennale delle attività e delle manifestazioni di natura sportiva", non si sa.

IL BLUFF DI LIBERA
Libera non poteva, dentro una A.T.I., assumersi una quota parte dei servizi per la balneazione richiesti perché, per statuto, non lo può fare. Libera non poteva neppure gestire la somministrazione di alimenti preconfezionati e bevande, eppure è stata multata per aver addirittura violato tale disposizione, come ha confermato l'assessore comunale alla Legalità, Alfonso Sabella: "sanzioni applicate a Libera nel corso di un'attività di verifica della legalità sul lungomare di Ostia che io stesso ho disposto". Libera doveva gestire e promuovere attività contro le mafie e i poteri occulti, non 'affittare' gli spazi dell'arenile ad altre associazioni, come accaduto il 29 luglio 2015 con l'associazione Prodemos (non ricordiamo nell'ultima stagione estiva alcuna iniziativa antimafia organizzata da Libera sulla spiaggia in questione). Libera sapeva che quella spiaggia era stata estranea ad ogni infiltrazione mafiosa eppure ha infangato più volte la precedente gestione per rafforzare la sua immagine di presunta paladina della legalità. Libera sapeva che la Commissione aggiudicatrice era in mano al Direttore del Municipio X, Claudio Saccotelli, finito non solo nel mirino della recente relazione del Prefetto di Roma, ma già presente in imbarazzanti intercettazioni telefoniche con elementi della criminalità locale e con imprenditori oggi indagati. Libera ha vinto il Lotto 8 pur arrivando seconda dietro alla Laboriosamente Soc. Coop. Produzione Lavoro, spostata ad arte sul Lotto 6. Tutto questo ed altro ancora sapeva e ha fatto Libera.

Sarebbe interessante avere conoscenza di come è stata stipulata con Libera (nella sua quota parte) la convenzione per l’espletamento dei servizi oggetto di gara, secondo lo schema approvato con Determinazione Dirigenziale n. 325 del 04.02.2014 del Municipio X, reggente il Direttore Claudio Saccotelli.
Sarebbe sufficiente che Don Luigi Ciotti facesse sue le parole di sdegno da lui rivolte contro le accuse del M5S: "La ricerca della verità è la base della giustizia. Ben vengano allora tutte le documentazioni, analisi, testimonianze volte a dissipare le ambiguità e rischiarare le zone d'ombra". Libera ha lasciato sul Lotto 8 non zone d'ombra ma il buio completo e se i fatti qui documentati non verranno confutati ha piena ragione il M5S ha parlare di "affidamento diretto senza bando pubblico" perché, di fatto, si è fatto di tutto per favorire chi non aveva i requisiti. Lo ha scritto anche il Prefetto di Roma.

giovedì 24 settembre 2015

OSTIA, MAFIA: I NOMI NEL DOSSIER DEL M5S PRESENTATO ALL'ANTIMAFIA

Giuseppe Cerasa, capo redattore della
Cronaca di Roma di Repubblica
Oggi, su un importante quotidiano nazionale, è uscito un interessante articolo che illustra per grandi linee il contenuto del dossier del Movimento 5 Stelle depositato all’Antimafia dal titolo, «Mafia e litorale romano: il caso Ostia». Dentro ci sono tutti: l'associazione antimafia 'Libera', l'ex-presidente del Municipio (Andrea Tassone, PD), la giornalista Federica Angeli di Repubblica, l'attuale assessore ai Trasporti del Comune di Roma (il senatore Stefano Esposito, PD) ed altri nomi.Una interessante lettura da non perdere, una verità corredata da documentazione puntuale.
Di seguito, l'intero testo:

I silenzi scomodi di «Libera» su Tassone

MAFIA CAPITALE
Ostia, l’associazione finisce nel dossier dei 5 Stelle depositato all’Antimafia «Coinvolta nella gestione di stabilimenti balneari affidata senza bando»
C’è il caso di Libera, la quale più che un’associazione antimafia è dipinta come una specie di «spa» che gestisce stabilimenti balneari a Ostia. Poi c’è l’ex presidente del Municipio, il plurindagato Andrea Tassone, che attraverso una giornalista che glorifica le sue attività, attacca le altre associazioni territoriali contro la criminalità organizzata. Infine una rete di politici, come il senatore Stefano Esposito, che invece di «preoccuparsi delle infiltrazioni e collusioni del Pd, riscontrate nelle ordinanze di Mafia Capitale», distrarrebbe «l’attenzione dei cittadini e della stessa Commissione Antimafia». Questo, a grandi linee, il contenuto della relazione «Mafia e litorale romano: il caso Ostia» messa a punto dal Movimento5Stelle e depositata all’Antimafia, presieduta da Bindi.

LIBERA
Un capitolo importante riguarda le associazione antimafia. Libera, per esempio, ha in «gestione stabilimenti balnerari (Spqr), con assegnazione per affidamento diretto senza bando pubblico». In particolare, è annotato nell'atto, «non potendo per statuto gestire stabilimenti balneari, figura nell'affidamento dei servizi della spiaggia libera ex-Amanusa assieme a Uisp solo come portatrice di eventi per divulgare mezzi e strumenti nella lotto contro le mafie». Tuttavia, ritengono i 5Stelle, «da quando ha avuto l'affidamento nulla di ciò è mai stato organizzato». Infatti, risulta che «l'ultima iniziativa di Libera risale al 2011, una fiaccolata denominata "Liberiamo Ostia dalla Mafia". Poi più nulla». A Libera, inoltre, «viene contestato il silenzio non solo sui maxi appalti e sulla gestione degli appalti pubblici, ma anche sulla non ratifica del protocollo dell'associazione antimafia DaSud da parte della giunta e soprattutto sulla poca trasparenza dell’amministrazione del X Municipio, che ha portato poi all'arresto di Tassone». In relazione a questo presunto «silenzio», i 5Stelle affermano che «tramite Uisp», Libera «è entrata nella gestione controllata della spiaggia ex-Faber Beach con l’associazione Stand-Up e nell’affidamento diretto del Terzo Cancello (associazione Yut) presso la spiaggia libera di Castelporziano. Entrambi gli affidamenti sono dell’estate 2014 ed entrambi resi possibili grazie all’intercessione di Andrea Tassone e della coppia Francesco D’Ausilio ed Emanuela Droghei, rispettivamente ex capogruppo Pd capitolino ed assessore alle politiche sociali della giunta Tassone». Infine, «nella stessa estate (2014, ndr), Libera ha preso i contributi (anche questi vietati per statuto) per l’iniziativa "Ostia Cinema Station" tenuta dentro il Teatro del Lido».

ESPOSITO E LA GIORNALISTA
La relazione approfondisce anche i presunti attacchi subiti dall'associazione nazionale «Cittadini contro le mafie e la corruzione». Ne fanno parte anche «due ex poliziotti» che hanno curato Nuova Alba, inchiesta della Procura di Roma, che ha dimostrato il radicamento mafioso su Ostia. Gli ex agenti sono Fierro e Pascale, i quali avevano già redatto le informative investigative poi insabbiate circa la presenza della mafia su Ostia 10 anni prima dell'operazione Nuova Alba. Contro Pascale, si legge, «si sono scagliati sia Esposito (Pd) che una giornalista, affermando pubblicamente e falsamente che egli sia "fortemente legato al M5S" e che il M5S abbia presentato un'interrogazione parlamentare "in suo favore"».

AVVOCATURA CAPITOLINA
Un capitolo a parte riguarda i «nomi legati a Tassone». I fari sono puntati su Rodolfo Murra, capo dell'Avvocatura Capitolina, il quale - stando ai 5Stelle - pur avendo potuto vedere i presunti affari illeciti attorno al Municipio di Ostia non avrebbe presentato denunce. Nella relazione si legge che «all'inizio del mandato di Tassone, Murra è stato direttore del Municipio X. Furono proprio Tassone e Ignazio Marino dopo i 51 arresti per mafia del luglio 2013, a volere Murra ad Ostia nel Palazzo del Governatorato, dove è rimasto dal 15 luglio fino al 15 settembre 2013. Murra ha continuato anche dopo la sua promozione (a capo dell'Avvocatura, ndr) voluta da Marino, tramite Paolo Sassi (dirigente del Comune di Roma, ndr), ad interessarsi del X Municipio, ma non si è mai accorto di nulla nonostante ci siano decine e decine di interpretazioni dell'Avvocatura per dare parere favorevole ad "iniziative" di Tassone poi finite dentro le indagini della Procura».

Ivan Cimmarusti
(link)

lunedì 21 settembre 2015

INTERVISTA AD UN DIRIGENTE DEL COMUNE DI ROMA SULL'IMMOBILISMO DELLA MACCHINA AMMISTRATIVA

E' mafia o corruzione? Perché commissariare Ostia si e Roma no? Sono i clan malavitosi ad essersi infiltrati nella pubblica amministrazione o la politica ha realizzato una nuova mafia ('mafia capitale') come sostiene la Procura di Roma? Quale sterzata sta dando il Campidoglio, decimato dagli arresti, se tutto procede esattamente come prima? Un filmato denuncia, anonimo, che svela il marcio sistema dell'attuale amministrazione capitolina, dedita a favorire un proprio rilancio di immagine a discapito dei veri problemi della città.

Un dirigente del Comune di Roma racconta la rassegnazione dei disperati e l'immobilismo della macchina amministrativa dopo 'mafia capitale'. Gli enti pubblici, che dovrebbero tutelare le categorie più deboli, preferiscono dare priorità al marketing dell'amministrazione pagata con i soldi dei cittadini.

lunedì 7 settembre 2015

OSTIA MAFIOSA? IL PASTICCIO DI GABRIELLI

Il 27 agosto 2015 il Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha proposto lo scioglimento del Municipio X di Roma (Ostia) conseguentemente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso, ottenendo l'approvazione del Consiglio dei Ministri. A seguito di ciò, secondo l'articolo 2 comma 30 della legge n.94 del 15 luglio 2009, lo scioglimento, disposto con Decreto del Presidente della Repubblica, dovrà essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, allegando la proposta del Ministro dell'Interno e la relazione del Prefetto, salvo che il Consiglio dei Ministri disponga di mantenere la riservatezza su parti della proposta o della relazione nei casi in cui lo ritenga strettamente necessario.
In attesa della dovuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è certo che lo scioglimento del Municipio X di Roma deriva dalle indagini su 'Mafia Capitale'. Infatti dopo che il 2 dicembre 2014 'Mafia Capitale' (organizzazione criminale di tipo mafioso-politico-imprenditoriale) è finita sotto l'operazione Mondo di Mezzo, il 15 dicembre 2014 il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha nominato la Commissione d’indagine incaricata dell’attività di accesso e accertamento presso il Comune di Roma Capitale, ai sensi dell’art. 143 del Testo unico degli enti locali, composta dal prefetto Marilisa Magno, dal viceprefetto Enza Caporale e da Massimiliano Bardani, dirigente di II fascia del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il 15 giugno 2015 è stata depositata la relazione con le conclusioni espresse dalla Commissione di accesso e il 7 luglio 2015 si è tenuta la seduta fiume presso Palazzo Valentini dove il Prefetto di Roma ha illustrato le conclusioni al Comitato per l'Ordine e la Sicurezza. Infine, in data 8 luglio 2015 è pervenuta ad Alfano la relazione di Gabrielli in cui si evidenziava di sciogliere il Municipio di Ostia e si segnalavano sospetti sulle attività di molti dirigenti capitolini, alcuni ancora non coinvolti dalle indagini della Procura.
Per quanto riguarda il Municipio X, il mini-sindaco Andrea Tassone (PD), è risultato essere coinvolto in prima persona negli affari con Massimo Carminati e con il suo braccio destro, Salvatore Buzzi. Non solo, ma Tassone è risultato essere circondato da personaggi come Paolo Solvi e Fabrizio Testa (che hanno fatto parte, in tempi recenti, degli organi amministrativi dello stesso municipio) nel ruolo di 'faccendieri' e mediatori rispetto alla criminalità organizzata. Proprio l'assegnazione degli appalti a favore di Carminati e Buzzi ha finito per rappresentare una esplicita violazione del principio di imparzialità che dovrebbe distinguere l'azione amministrativa. Gli elementi risultano essere concreti, unici e rilevanti. Secondo le motivazioni alla base dello scioglimento, la giunta Tassone ha avuto collegamenti diretti e/o indiretti con la criminalità organizzata e ha subito forme di condizionamento tali da compromettere la libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento dell'amministrazione municipale, nonché il regolare funzionamento dei servizi agli stessi affidati arrecando "grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica". Sia il Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, sia il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, hanno utilizzato il loro potere discrezionale, attribuito per legge, distinguendo l'amministrazione comunale di Roma da quella municipale di Ostia con l'applicazione dell'articolo 146 comma 1 del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali).
Il Municipio di Ostia era già stato sciolto in data 9 aprile 2015 in applicazione del regolamento del Comune di Roma a seguito delle dimissioni di Tassone, dovute, a suo dire e di tutto il PD, a forti pressioni mafiose provenienti dal territorio, considerazione confermata dallo stesso Sindaco di Roma, Ignazio Marino: "È un gesto drammatico che segnala quanto grave sia diventata la situazione e che pone la nostra amministrazione davanti a nuove responsabilità nel contrasto alle organizzazioni criminali". In realtà la Commissione d'accesso prefettizia aveva già individuato forti anomalie nell'operato di Tassone (che verrà arrestato il 4 giugno), confermate anche da Franco Gabrielli, nuovo Prefetto di Roma dal 2 aprile 2015. Quindi, per il Ministro dell'Interno e per il Prefetto Ostia, alla data del 9 Aprile, non era un ente locale a sé stante da dover commissariare per il "grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica", ma parte integrante del Comune di Roma, tanto da consentire prima al Sindaco di Roma e poi al suo delegato, Alfonso Sabella, di prendere le veci di Tassone nonché alla Giunta Comunale quelle del Consiglio municipale. Dunque nasce un interrogativo.
Se il municipio alla data del 9 aprile era già stato sciolto senza aver rilevato infiltrazioni mafiose, deve desumersi che non solo il Ministro e il Prefetto non fossero a conoscenza delle indagini della Procura di Roma (che porteranno agli arresti del 4 giugno), ma anche che la Commissione d'accesso prefettizia non avesse rilevato alcuna azione criminale condotta da Tassone, emersa invece negli ultimi due mesi post Tassone (la relazione è stata depositata il 15 giugno). Da sottolineare che l'arresto del mini sindaco del 4 giugno riporta, nella motivazione delle misure cautelari, la frase che Tassone doveva essere arrestato perché avrebbe potuto reiterare i reati essendo ancora presidente del municipio, facendo intendere che le dimissioni di Tassone sono state  'forzate' proprio per evitare subito il commissariamento del Municipio X. Se così non fosse, lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Municipio X deve tecnicamente riferirsi agli organi politici che, dalla data del 9 aprile alla data del 27 agosto, erano a capo dell'amministrazione locale, vale a dire Marino e poi Sabella (come presidenza) e l'intera Giunta Comunale (facente le veci del Consiglio municipale). Se invece la relazione di Gabrielli proverà che le infiltrazioni si riferiscono solo al periodo di governo di Tassone, bisognerà comprendere quali elementi si siano aggiunti dal 9 aprile al 27 agosto, perché sarebbe grave il fatto che si sia consentito di lasciare indisturbate per due mesi le 'infiltrazioni mafiose' quando invece la Procura aveva già chiesto gli arresti di Tassone prima del 18 marzo, data delle dimissioni di Tassone, considerato che Roma ed Ostia sono stati interpretati come due enti locali distinti ai sensi dell'articolo 146 del TUEL.
Per questo motivo, poiché sia lo scioglimento di un ente locale come il Municipio X sia la nomina della Commissione Prefettizia sono un atto definitivo per la gestione straordinaria dell'amministrazione dello stesso (disposto con decreto del Presidente della Repubblica), ci opporremo a quanto accaduto con un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Esiste infatti, a nostro avviso, un vizio di legittimità per:

  • incompetenza: non è competenza del Prefetto sciogliere per mafia un municipio già sciolto secondo il regolamento comunale, a meno che non si dichiari o che il primo scioglimento non era valido o che lo scioglimento riguarda il solo periodo dal 9 aprile al 27 agosto 
  • violazione di legge: esiste un contrasto tra l'atto e l'ordinamento giuridico, evidenziandosi il contrasto nella sua mancata applicazione e nella sua falsa applicazione (viene commissariato il decimo municipio rimanendo però tutti i poteri al Comune di Roma) 
  • eccesso di potere: il Prefetto ha operato una discrezionalità amministrativa considerando Ostia ente locale a sé stante rispetto al Comune di Roma

E' di oggi la conferenza stampa del M5S: RELAZIONE SULLA MAFIA NEL LITORALE ROMANO, IL CASO OSTIA